Le contrail nella letteratura scientifica

Work in progress

Bibliografia ragionata delle pubblicazioni scientifiche sulle contrail (scie di condensazione). Una versione breve si trova nella voce italiana wikipedia.


Studi osservativi e di carattere generale

Sin da Brewer (1946) viene descritta la persistenza delle scie di condensazione (contrail). Scorer (1955) chiarisce anche il motivo fisico della persistenza dei cristalli di ghiaccio e della loro formazione.
Analogamente l’Atlante internazionale delle nubi pubblicato dall’Organizzazione Meteorologica Mondiale (WMO) nel 1975 descrive concisamente le contrail persistenti e la possibilità della loro diffusione in cirri e cirrostrati.
Schumann (1997) tratteggia concisamente la storia pluridecennale degli studi osservativi e modellistici sulle contrail.
Minnis (2002) è una voce enciclopedica completa sulle contrail, che comprende una chiara discussione del modello di formazione e persistenza SAC, della struttura ed evoluzione delle contrail, fino al loro impatto climatico.


Condizioni di innesco e persistenza (modello SAC: Schmidt-Appleman Criterion)

L’articolo di riferimento per la modellizzazione delle contrail è Appleman (1953), anche se sostanzialmente la stessa spiegazione termodinamica è stata fornita prima da Schmidt (1940).
Il SAC è stato perfezionato da Schumann (1996), il quale ha pure spiegato nel dettaglio il contributo dell’efficienza termodinamica dei motori in Schumann (2000).


Misure fisico-chimiche


Umidità in quota: regioni sovrasature per il ghiaccio (ISSR: Ice SuperSaturated Regions)

Umidità relativa elevata si presenta in quota come osservato da misure dirette a partire da Dobson (1945) il cui abstract riporta che sovrasaturazione rispetto al ghiaccio si trova frequentemente nell’alta troposfera.

Grazie a una estesa campagna di misure da aerei di linea sulla rotta Europa-Nordamerica (MOZAIC) un gruppo franco-tedesco (Gierens 1999) ha potuto stimare la distribuzione statistica dell’umidità relativa in alta troposfera e bassa stratosfera, trovando regioni sovrasature per il ghiaccio nel 13,5% del totale. Tali regioni sono invece esponenzialmente più rare nella stratosfera (che comunque sono possibili nel 2% dei casi). La sovrasaturazione tipica è del 15%, mentre occorre un 30% per la nucleazione del ghiaccio in cirri, questo spiega come mai siano frequenti contrail persistenti in assenza di nubi.

  • Dobson (1945)
    G. M. B. Dobson and E. Gluckauf, “Notes on upper air hygrometry.—II. On The Humidity in the Stratosphere”, Quarterly Journal of the Royal Meteorological Society, 71 (307-308) (Jan-Apr 1945), pp. 110–114.
    DOI: 10.1002/qj.49707130710
    Online solo abstract:
    http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/qj.49707130710/abstract
  • Gierens (1999)
    K. Gierens, U. Schumann, M. Helten, H. Smit, A. Marenco, “A distribution law for relative humidity in the upper troposphere and lower stratosphere derived from three years of MOZAIC measurements”, Annales Geophysicae, 17 (9) (Aug 1999), pp. 1218-1226.
    Online solo abstract:
    http://link.springer.com/article/10.1007/s00585-999-1218-7


Impatti climatici del traffico aereo (AIC: Aircraft-Induced Cloudiness)

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2 pensieri su “Le contrail nella letteratura scientifica

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