Il “famigerato” accordo Italia-USA sulla ricerca climatica – parte 1

Nota: primo post di una serie, il secondo è disponibile qui. Aggiornato il 2016-11-03.

Il 19 Luglio 2001, alla vigilia del G8 di Genova, George W. Bush e Silvio Berlusconi annunciarono la volontà dei rispettivi paesi di intraprendere ricerche comuni sul tema del cambiamento climatico.
Il testo dell’annuncio è ancora disponibile nell’archivio online del Dipartimento di Stato USA:

U.S.-Italy Pledge Joint Research on Climate Change

Recognizing the need to draw on sound science and the power of technology to reduce the uncertainty associated with future global climate and environmental change, the United States and Italy have agreed to undertake joint research in several critical areas, including:

  • Atmospheric Studies Related to Climate;
  • Low Carbon Technologies;
  • Global and Regional Climate Modeling; and
  • Carbon Cycle Research

Some of the most critically necessary research on climate change lies in the atmospheric sciences. Together, our scientific communities hope to make advances in a number of areas, such as: global circulation models, moving towards a “planet simulator;” remote sensing applications; small scale processes and parameterizations; downscaling procedures from global to regional models; developing models that integrate chemistry and small scale circulation; and in our understanding of the interactions between radiation and the atmosphere. These studies have great potential to enhance our understanding of future climate change by giving us a more accurate representation of physical, chemical, and biological processes in climate models.

Global and regional scale climate modeling increases our understanding of, and our ability to assess, changes in climate variability and their impact on the environment.

Carbon Cycle Research can reduce the uncertainties in the natural sources and sinks of atmospheric carbon dioxide and the size of the terrestrial and oceanic carbon storage reservoirs.

Our experts will be meeting soon to outline the next steps of this joint initiative.

In buona sostanza, si trattava di coordinare un insieme di studi condivisi nell’ambito delle ricerche sui cambiamenti climatici e sulle tecnologie a basso impatto di carbonio per la strategia di mitigazione delle emissioni climalteranti. In particolare, le quattro aree d’interesse critico citate erano le seguenti:

  1. studi sull’atmosfera d’interesse climatico (ci sono molti fenomeni di dettaglio il cui impatto climatico è ancora troppo incerto, in particolare il ruolo degli aerosol e la microfisica delle nubi);
  2. tecnologie a basso impatto di carbonio (importanti per gli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici, e cioè per ridurre le emissioni di gas serra);
  3. modellizzazione del clima globale e regionale (per modellizzazione s’intende la descrizione fisico-matematica dei fenomeni climatici quasi invariabilmente per poterli simulare numericamente al calcolatore);
  4. ricerca sul ciclo del carbonio (poiché circa metà delle emissioni antropiche climalteranti non rimangono in atmosfera, è importante chiarire i meccanismi biologici e geochimici di assorbimento del carbonio).

Poiché in quel periodo gli USA non avevano alcuna intenzione di ratificare il Protocollo di Kyoto e anche il Governo Berlusconi era estremamente tiepido sull’adozione di misure concrete a sostegno delle politiche energetiche per la mitigazione delle emissioni climalteranti (appoggiate invece dall’Unione Europea), è facile interpretare questo “Joint Pledge” (impegno comune) come una sorta di elegante escamotage per prendere tempo. La frase finale parla esplicitamente di “studi che hanno il potenziale di migliorare la comprensione di cambiamenti climatici futuri fornendo una rappresentazione più accurata dei processi fisici, chimici e biologici nei modelli climatici”. Della serie “non siamo proprio sicuri di quello che sta succedendo, in particolare nei nostri modelli di simulazione climatica, e servono studi più approfonditi per capire e per giustificare pesanti cambiamenti nelle nostre politiche energivore climalteranti”.

A inizio 2002 i Ministri coinvolti si riunirono a Roma per precisare i temi oggetto della cooperazione, come da testo del comunicato disponibile nello stesso archivio sopracitato:

U.S.-Italy Bilateral “Joint Climate Change Research Meeting”

The United States and Italy convened a bilateral “Joint Climate Change Research Meeting” in Rome on January 22-23, 2002, following upon the July 19, 2001 pledge of President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi to undertake joint research on climate change. This pledge recognized the need to draw on sound science and the power of technology to reduce the uncertainty associated with future global climate and environmental change.

The respective delegations were led by Dr. Harlan Watson of the U.S. Department of State and Dr. Paul Anastas of the White House Office of Science and Technology Policy for the American side, and by Dr. Corrado Clini of the Ministry of Environment and Territory and Dr. Luciano Criscuoli of the Ministry of Education and Research for the Italian side.

The two sides identified more than 20 joint climate change research activities for immediate implementation and more topics for further development in the critical areas of global and regional climate modeling, atmospheric studies related to climate, carbon cycle research, low-carbon technologies, and other related areas. The climate science research activities for immediate implementation will improve the capability to understand, monitor and predict climatic variations and their impacts. In addition, the technology research activities for immediate implementation will contribute to the development of advanced low carbon technologies to limit net emissions of greenhouse gases.

The United States and Italy also agreed to each designate coordinators under the auspices of the Agreement Between the Governments of the United States of America and Italy for Scientific and Technological Cooperation to coordinate the development of specific research projects and to monitor the progress of these projects. The coordinators will provide a status report at the Seventh Biennial Review of the Agreement to be held in Washington, DC later this year.

Le 20 attività identificate durante la riunione includono quindi “modellizzazione del clima globale e regionale, studi atmosferici collegati al clima, alla ricerca sul ciclo del carbonio, tecnologie a basso impatto di carbonio”. Le attività di ricerca sulla scienza del clima sono tese a “migliorare la capacità di comprendere, monitorare e predire le variazioni climatiche e i loro impatti”. Le ricerche tecnologiche sono tese “allo sviluppo di tecnologie a basso impatto di carbonio per limitare le emissioni nette di gas serra”.

Circola da qualche tempo in rete l’Allegato Tecnico del Progetto di Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici, nel quale si possono esaminare i dettagli delle ricerche previste e cofinanziate, con gli istituti e le aziende coinvolte e i nomi dei ricercatori responsabili per ciascun sottoprogetto (“Workpackage”). Il documento non è datato ma cita la riunione di gennaio 2002 ed è probabilmente stato preparato dai Ministeri interessati (Ambiente e MIUR) durante il 2002.

Vale la pena di evidenziare subito che a mio avviso il titolo è una infelice resa in italiano del contenuto del “Joint Pledge” che abbiamo appena descritto, soprattutto per chi non conosce un minimo le problematiche in oggetto e anche alla luce dell’analfabetismo funzionale di ritorno che piaga l’Italia come ripetutamente dimostrato da ricerche internazionali comparate (OCSE ALL e PISA per intenderci). Infatti, parlare di “tecnologia dei cambiamenti climatici” accende un’allarme in chi vuol vederci il segnale di chissà quali attività di “geoingegneria clandestina” (e infatti il documento citato è il cavallo di battaglia di una infinità di siti italiani sciachimisti). La concisione inglese non è facile da rendere in italiano, “tecnologie per la mitigazione dei cambiamenti climatici” sembrava forse troppo lungo per inserirlo nel titolo insieme alla parte più puramente scientifico-conoscitiva (“scienza dei cambiamenti climatici”). Io avrei tentato qualcosa come “scienza dei cambiamenti climatici e tecnologie per la loro mitigazione“.

La lista dei sottoprogetti, ridotti a 15 dai 20 citati nel comunicato di cui sopra, era la seguente:

ItaUSA_clima_wp_list

La lista delle istituzioni e aziende partecipanti era la seguente:

ItaUSA_clima_particip_list

Proviamo a mappare i 15 sottoprogetti nelle quattro aree d’interesse per la cooperazione di ricerca indicate sopra:

Workpackage

Tema

WP1: La variabilità accoppiata oceano-atmosfera interannuale, decadale, multidecadale dei regimi regionali climatici

1 e 3

WP2: Miglioramento di schemi di mescolamento verticale e orizzontale nei modelli fisici marini per scenari climatici

3

WP3: Gli impatti dei cambiamenti climatici e le politiche nazionali ed internazionali nel settore dell’energia

NA

WP4: Regionalizzazione delle simulazioni climatiche

3

WP5: Downscaling

3

WP6: Studi dell’aerosol, della composizione chimica dell’atmosfera, dei processi di scambio e degli impatti dei cambiamenti climatici nei climi Mediterranei dell’Emisfero Nord (USA ed Italia)

1

WP7: Osservazioni in Situ di Aereosol

1

WP8: Ciclo del carbonio

4

WP9: Nuove metodologie di misura del bilancio del carbonio a scala regionale

4

WP10: Esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri

4

WP11: Sviluppo di scenari sanitari futuri

NA

WP12: Gestione del Progetto e supporto al Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio

NA

WP13: Workshops sulla Sviluppo di Tecnologie energetiche pulite

2

WP14: Veicolo a Pila a Combustibile con Membrane ad Alta Temperatura

2

WP15: Sistemi multi-fuels per la produzione di energia “low carbon” con celle a combustibile a sali fusi (MCFC)

2

Non ci sono grosse sorprese, e nella seconda parte di questa serie di post cercherò di descrivere in dettaglio un paio di sottoprogetti, come peraltro già fatto in parte da volenterosi (ed eroici) blogger scientifici antibufala come ad esempio qui, qui e per esteso qui e qui.

Le attività di cooperazione previste dall’accordo sono poi partite e un incontro interlocutorio (come sempre disponibile nell’archivio online del Dipartimento di Stato USA) dopo quasi due anni, descrive alcune conseguenze politiche dell’atteggiamento dei due governi che in qualche modo “sfruttano” le ricerche scientifico-tecnologiche per influenzare le negoziazioni post-Kyoto che nel frattempo stavano andando avanti nelle cosiddette COP (Conference of the Parties) dell’UNFCCC (United Nations Framework Convention on Climate Change), in particolare era imminente la COP-9 di Milano a Dicembre:

The Italian Minister for the Environment and Territory Altero Matteoli and the U.S. Under Secretary of State for Global Affairs Paula Dobriansky, together with other senior government officials and representatives of the private sector from both countries addressed the technology-related actions they are taking to tackle climate change in the framework of the U.S.-Italy cooperation agreement.

On July 19, 2001, President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi pledged that the two countries would pursue joint research programs on climate change and low-emission technology development. On January 22, 2002, the Italian Ministry of the Environment and Territory, the U.S. Department of State and the White Office of Science and Technology Policy agreed to promote scientific and technological cooperation. The purpose of the agreement is to develop projects in the following four fields:

  • carbon cycle research
  • global and regional climate modeling
  • low carbon emission technologies development
  • hydrogen fuel cell technologies

On September 16, 2003, at a high-level discussion session Minister Matteoli and Under Secretary Dobriansky agreed that the development and deployment of transformational technologies for cleaner and more efficient energy is fundamental to addressing global climate change in a manner that promotes global prosperity. They also agreed that a focus on advancing carbon sequestration, hydrogen and fuel cells is important for all countries and will especially benefit developing countries working to achieve sustainable development. The two sides also decided to enhance cooperation on World Summit on Sustainable Development (WSSD) goals of increasing access to clean energy for those currently lacking modern energy services.
The U.S. and Italy share the common goal of meeting the ultimate objective of the United Nations Framework Convention on Climate Change, namely the stabilization of greenhouse gas concentrations at a level that will prevent dangerous human interference with the climate.

The Ninth Conference of the Parties to the United Nations Framework Convention on Climate Change (COP-9) is an important opportunity to focus on the role of energy technologies for achieving the ultimate objective of the Convention on Climate Change in a way that promotes economic growth and poverty alleviation, enhances energy security, and improves environment quality and human health.

The U.S.-Italy cooperation agreement, as well as the International Partnership for the Hydrogen Economy, the Carbon Sequestration Leadership Forum, and the other bilateral cooperation programs on climate change based on voluntary agreements, could be considered under Article 4.1(c) of the Climate Convention and will add value to the global effort to tackle climate change.

A fine 2004 una quarta riunione a Venezia includeva stavolta un nutrito drappello di rappresentanti delle istituzioni di ricerca e aziende coinvolte nei vari sottoprogetti. Il comunicato recitava:

Italy and the United States convened today the fourth U.S.-Italy Joint Meeting on Climate Change Science and Technology. The meeting will further advance the very active U.S.-Italy bilateral partnership on climate change that was chartered by President George W. Bush and Prime Minister Silvio Berlusconi in 2001. The Venice discussions conclude on October 22.

Under Secretary of State for Global Affairs Paula Dobriansky and Italian Minister for the Environment and Territory Altero Matteoli opened the meeting. Minister Matteoli and Under Secretary Dobriansky will also meet privately to discuss issues including U.S.-Italian cooperation under the UN Framework Convention on Climate Change and how the two countries can continue to help developing countries mitigate and adapt to climate variability and change.

Italian and American research managers, scientists, senior government officials, and energy technology experts from the public and private sectors are participating in the discussions.

The U.S. delegation includes representatives from the Department of State, the Department of Energy, the Department of Commerce National Oceanic and Atmospheric Administration, the U.S. Environmental Protection Agency, the White House Office for Science and Technology Policy, the U.S. Agency for International Development the National Oceanic and Atmospheric Administration, the National Aeronautics and Space Administration, and academia. Representatives of several U.S.-based energy technology firms will be participating in the meeting’s sessions on climate-friendly technologies.

The Italian delegation includes representatives of the Ministry for the Environment and Territory, the Ministry for Economic Activities, Lombardia, Piemonte and Abruzzo Regions, National Scientific Research Institutes (CNR, INGV, ENEA, Universities of la Tuscia, Parthenope, Venice, Parma, Pisa, Politecnico of Milan, Fondazione Enrico Mattei) and important private enterprises (Eni, FIAT Centro Ricerche, Ansaldo, Solvay Solexis, Nuvera, Arcotronics Fuel Cell, ENEL, Pirelli, IVECO.

The United States and Italy continue to share a commitment to the ultimate goal of the UNFCCC. Italian-American cooperation is helping to achieve this goal by advancing our understanding of the climate system and bringing to the marketplace low-carbon energy technologies. The United States and Italy intend that their cooperative efforts will continue to produce information and technologies that help developing countries.

Italy and the United States remain committed to mitigating greenhouse gas emissions in the near term, in addition to taking action that will address climate change in the long term.

In Venice, Italian and American experts will discuss areas including climate change adaptation, vulnerability, and mitigation, climate change modelling and forecasting, and the carbon cycle. On the technology side, the discussions will focus on hydrogen production, infrastructure, distribution and storage, and advanced energy technologies and renewable energy.

U.S.-Italian climate change research and technology cooperation is helping to advance important regional and multilateral efforts, such as the International Partnership for the Hydrogen Economy, the Carbon Sequestration Leadership Forum, and the Earth Observation initiative. The two countries will work together at the first ministerial meeting in Washington in November of the International Methane-to-Markets Partnership, an innovative collaboration that will produce cleaner energy and substantially reduce greenhouse gas emissions.

The United States and Italy look forward to continuing their collaboration at the UNFCCC Tenth Conference of the Parties in December in Buenos Aires, an important opportunity to strengthen global efforts under the UNFCCC.

La quinta riunione della cooperazione bilaterale, documentata dall’archivio online USA, si svolse molto più in là a metà 2007, quando la presidenza G. W. Bush era quasi terminata e in Italia Berlusconi era stato sostituito da Romano Prodi, con un governo maggiormente favorevole a prendere provvedimenti nello spirito di Kyoto. Il comunicato elenca la solita lista dei temi oggetto della cooperazione (aggiungendo il supporto con borse per giovani ricercatori) e la inserisce nuovamente nel contesto delle negoziazioni COP/UNFCCC:

Italy and the United States convened today the fifth U.S.-Italy Joint Meeting on Climate Change Science and Technology. The meeting focused on ways that Italy and the United States can enhance cooperation on climate change science and climate technologies including through cooperation with the private sector and reinforced the strong partnership on climate change between the two countries.

Dr. Harlan Watson, Senior Climate Negotiator and Special Representative, U.S. Department of State, and Corrado Clini, Director General of the Italian Ministry for the Environment, Land and Sea, led the delegations from their respective countries.

The U.S. delegation included representatives from the Department of State, the Department of Energy, the Department of Commerce/National Oceanic and Atmospheric Administration, the U.S. Environmental Protection Agency, the U.S. Global Change Research Program, the U.S. Agency for International Development, the National Aeronautics and Space Administration, and academia.

The Italian delegation included representatives from the Ministry for the Environment, Land and Sea, Ministry of Foreign Affairs, Italian Trade Commission, National Scientific Research Institutes (Euro Mediterranean Center for Climate Change -CMCC, CNR, INGV, Universities of la Tuscia, Venice, Udine, Fondazione Enrico Mattei) and important private enterprises (Eni, Enipower, ERG, ENEL, ENEL North America, FIAT Centro Ricerche, Ansaldo Ricerche, Ansaldo Fuel Cells, Nuvera Fuel Cells, Pirelli Ambiente, Robur Spa, Gruppo Mossi & Ghisolfi).

Public/private cooperation is of paramount importance in finding solutions to the global challenge of climate change. The bilateral meeting was greatly enhanced through the participation of representatives of the private sectors from both countries as well as representatives from the World Bank, the Global Environment Facility and the Inter American Development Bank, also in the view of access to funding for joint US Italy projects in third countries.

The meeting also highlighted the key role academic research and education play to improve understanding and to find solutions for climate change. The initiatives supported by Italy in cooperation with Harvard University, also through the “Giorgio Ruffolo Fellowships” in Sustainable Development, are an important contribution towards the achievement of this goal.

Italian and American representatives considered areas of past and future cooperation in climate change science and technology. Specifically, representatives discussed ways to enhance collaboration on:

  • renewable energy,
  • hydrogen technologies and fuel cells,
  • climate change adaptation, vulnerability, and mitigation,
  • climate change modeling and prediction,
  • the carbon cycle; and
  • increased exchanges of researchers, students and practitioners through fellowships and joint graduate programs.

The strong bilateral cooperation between the U.S. and Italy on climate change reinforces our respective commitments to the ultimate goal of the United Nations Framework Climate Change Convention. This meeting serves to help meet that goal by advancing our understanding of the climate system and helping to bring to the marketplace low-carbon energy technologies necessary to address climate change. We also look forward to working collaboratively in implementing the climate change agenda as agreed to by our leaders at the G8 Heiligendamm Summit.

U.S.-Italian climate change research and technology cooperation is also helping to advance important regional and multilateral efforts, such as the International Partnership for the Hydrogen Economy, the Carbon Sequestration Leadership Forum, the Earth Observation initiative, the Methane to Markets Partnership, and the Global Bioenergy Partnership.

Italian and U.S. delegates reaffirmed their commitment to ensuring continued close cooperation in addressing climate change both bilaterally and through multilateral partnerships and fora.

In this regard, the two delegations decided to present joint activities to the upcoming Washington International Renewable Energy Conference 2008 (WIREC 2008).

Cercando in rete tracce dell’accordo nei siti delle istituzioni di ricerca italiane coinvolte, non si trovano progetti che siano andati oltre la fine del 2008, né si trovano comunicati di riunioni successive al termine della presidenza Bush. Quindi molto probabilmente il quadro di cooperazione bilaterale di ricerca ispirato dal “Joint Pledge” Bush-Berlusconi del 2001 è silenziosamente terminato nel 2008.

Una nota a margine sulla qualità della comunicazione istituzionale in rete vien fuori dalla netta differenza dell’approccio USA che archivia online sostanzialmente tutte le note stampa del Dipartimento di Stato, con un reperimento piuttosto facile, rispetto alla desolante povertà degli analoghi siti ministeriali italiani che non hanno in archivio pubblico online praticamente nulla di quanto è stato descritto in questo post. Qualcosa di meglio riescono a fare i siti degli enti pubblici di ricerca (come vedremo meglio nei post successivi della serie), ma sicuramente senza grande impatto nella comunicazione di massa. Tutto questo viene facilmente spacciato per segretezza da chi vuole trovare complotti a tutti i costi.

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2 pensieri su “Il “famigerato” accordo Italia-USA sulla ricerca climatica – parte 1

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