Il “famigerato” accordo Italia-USA sulla ricerca climatica – parte 2: il WP10

Nota: secondo post di una serie. Prima parte qui.

Nel primo post della serie ho cercato di ricostruire la storia del cosiddetto “accordo Italia-USA sul clima” del 2001, dimostrando che si trattava in realtà di un impegno comune nella ricerca climatica per affrontare i futuri cambiamenti climatici (e senza impegnarsi troppo per mitigarli riducendo la dipendenza dai combustibili fossili).

In questo post prendiamo in esame il documento del 2002 “Allegato 4 – Piano di dettaglio dei lavori del Progetto: Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici” (che è l’infelice abbreviazione di qualcosa come “scienza dei cambiamenti climatici e tecnologie per la loro mitigazione”) in cui sono descritti i 15 “Workpackage“, cioè le ricerche specifiche lato italiano fatte rientrare nel progetto complessivo di cooperazione. Si trovano titoli “astrusi” (e quindi automaticamente minacciosi per qualcuno) come “regionalizzazione delle simulazioni climatiche” (WP4), “studi dell’aerosol” (WP6), “osservazione in situ di aerosol” (WP7), e infine (audite audite!) “esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri” (WP10). Una bella rassegna di tutti i Workpackage con una breve spiegazione del loro ruolo all’interno delle ricerche sul clima si trova qui, ma qui ci concentriamo sul WP10 perchè esemplifica al meglio i fraintendimenti grotteschi causati dal completo fraintendimento della terminologia scientifica e dalla generale ignoranza di molte aree di ricerca. “Manipolazione” ha un connotato negativo ma non è altro che l’esplicitazione del metodo scientifico basato su esperimenti controllati.

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Erik il Rosso e la Groenlandia “verde”

Il mito della Groenlandia un tempo verde durante il “periodo caldo medievale” è particolarmente popolare fra i cosiddetti “scettici” (spesso puri negazionisti) riguardo ai cambiamenti climatici di origine antropica.

Prima di addentrarsi nell’esame delle abbondanti evidenze scientifiche che smentiscono completamente il mito, come ad esempio efficacemente descritto qui da John Cook nel suo sito “Skeptical Science”, possiamo far riferimento direttamente alla saga di Erik il Rosso, il vichingo scopritore della Groenlandia appunto.

Dal testo originale:

Þat sumar fór Eiríkr at byggja land þat, er hann hafði fundit ok hann kallaði Grænland, því at hann kvað menn þat mjök mundu fýsa þangat, ef landit héti vel.

Di cui si trova facilmente ad esempio questa traduzione in inglese del 1880:

In the summer Eirik went to live in the land which he had discovered, and which he called Greenland, “Because,” said he, “men will desire much the more to go there if the land has a good name.”

In pratica, marketing ante litteram.

Il rapporto transdisciplinare EuTRACE sull’ingegneria climatica: la sintesi

Da circa un anno si è concluso il progetto europeo EuTRACE (www.eutrace.org) che ha valutato l’ingegneria climatica da un punto di vista transdisciplinare, grazie ai contributi di molte prestigiose istituzioni pubbliche di ricerca e università. Il rapporto finale completo in inglese è disponibile online e contiene un “Executive Summary” che ho voluto tradurre in italiano, insieme all’introduzione, per facilitare un dibattito serio e informato sul tema. Come tutti gli altri post di questo blog la traduzione è rilasciata in licenza Creative Commons CC-BY-NC-SA.

Introduzione

Il progetto EuTRACE (Valutazione transdisciplinare europea dell’ingegneria climatica) è stato finanziato per il periodo da Giugno 2012 a Settembre 2014 dall’UE quale Azione di Coordinamento e Supporto nell’ambito del 7mo Programma Quadro. EuTRACE ha riunito un consorzio di 14 istituzioni partner, che hanno lavorato insieme per compilare il presente rapporto di valutazione. I membri del consorzio hanno rappresentato varie discipline con diverse competenze sul tema dell’ingegneria climatica. Tale rapporto è il principale risultato del progetto. Viene fornito in tre parti (tutte disponibili su www.eutrace.org):

  • il rapporto completo, che fornisce estesi dettagli e riferimenti per tutti i lettori che sono interessati a un punto di vista in profondità sullo spettro di problematiche associate al tema dell’ingegneria climatica;
  • un riassunto esteso, orientato a una vasta gamma di lettori, che offre una panoramica dei risultati principali del rapporto, ma sfrondati della maggior parte dei dettagli;
  • una sintesi, destinata soprattutto ai decisori politici e ad altri lettori interessati agli aspetti attuabili della valutazione.

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Il “famigerato” accordo Italia-USA sulla ricerca climatica – parte 1

Nota: primo post di una serie, il secondo è disponibile qui. Aggiornato il 2016-11-03.

Il 19 Luglio 2001, alla vigilia del G8 di Genova, George W. Bush e Silvio Berlusconi annunciarono la volontà dei rispettivi paesi di intraprendere ricerche comuni sul tema del cambiamento climatico.
Il testo dell’annuncio è ancora disponibile nell’archivio online del Dipartimento di Stato USA:

U.S.-Italy Pledge Joint Research on Climate Change

Recognizing the need to draw on sound science and the power of technology to reduce the uncertainty associated with future global climate and environmental change, the United States and Italy have agreed to undertake joint research in several critical areas, including:

  • Atmospheric Studies Related to Climate;
  • Low Carbon Technologies;
  • Global and Regional Climate Modeling; and
  • Carbon Cycle Research

Some of the most critically necessary research on climate change lies in the atmospheric sciences. Together, our scientific communities hope to make advances in a number of areas, such as: global circulation models, moving towards a “planet simulator;” remote sensing applications; small scale processes and parameterizations; downscaling procedures from global to regional models; developing models that integrate chemistry and small scale circulation; and in our understanding of the interactions between radiation and the atmosphere. These studies have great potential to enhance our understanding of future climate change by giving us a more accurate representation of physical, chemical, and biological processes in climate models.

Global and regional scale climate modeling increases our understanding of, and our ability to assess, changes in climate variability and their impact on the environment.

Carbon Cycle Research can reduce the uncertainties in the natural sources and sinks of atmospheric carbon dioxide and the size of the terrestrial and oceanic carbon storage reservoirs.

Our experts will be meeting soon to outline the next steps of this joint initiative.

In buona sostanza, si trattava di coordinare un insieme di studi condivisi nell’ambito delle ricerche sui cambiamenti climatici e sulle tecnologie a basso impatto di carbonio per la strategia di mitigazione delle emissioni climalteranti. In particolare, le quattro aree d’interesse critico citate erano le seguenti:

  1. studi sull’atmosfera d’interesse climatico (ci sono molti fenomeni di dettaglio il cui impatto climatico è ancora troppo incerto, in particolare il ruolo degli aerosol e la microfisica delle nubi);
  2. tecnologie a basso impatto di carbonio (importanti per gli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici, e cioè per ridurre le emissioni di gas serra);
  3. modellizzazione del clima globale e regionale (per modellizzazione s’intende la descrizione fisico-matematica dei fenomeni climatici quasi invariabilmente per poterli simulare numericamente al calcolatore);
  4. ricerca sul ciclo del carbonio (poiché circa metà delle emissioni antropiche climalteranti non rimangono in atmosfera, è importante chiarire i meccanismi biologici e geochimici di assorbimento del carbonio).

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IPCC AR5 WGI SPM: Key Statements

Today IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) Working Group I (The Physical Science Basis) released its AR5 (Fifth Assessment Report) Summary for Policy Makers (SPM). The full report will be available in a few days.

I think it would be useful to extract from the SPM the key 19 statements highlighted in it.

Observed Changes in the Climate System

Warming of the climate system is unequivocal, and since the 1950s, many of the observed changes are unprecedented over decades to millennia. The atmosphere and ocean have warmed, the amounts of snow and ice have diminished, sea level has risen, and the concentrations of greenhouse gases have increased.

  • Atmosphere
    Each of the last three decades has been successively warmer at the Earth’s surface than any preceding decade since 1850. In the Northern Hemisphere, 1983–2012 was likely the warmest 30-year period of the last 1400 years (medium confidence).
  • Ocean
    Ocean warming dominates the increase in energy stored in the climate system, accounting for more than 90% of the energy accumulated between 1971 and 2010 (high confidence). It is virtually certain that the upper ocean (0−700 m) warmed from 1971 to 2010, and it likely warmed between the 1870s and 1971.
  • Cryosphere
    Over the last two decades, the Greenland and Antarctic ice sheets have been losing mass, glaciers have continued to shrink almost worldwide, and Arctic sea ice and Northern Hemisphere spring snow cover have continued to decrease in extent (high confidence).
  • Sea Level
    The rate of sea level rise since the mid-19th century has been larger than the mean rate during the previous two millennia (high confidence). Over the period 1901–2010, global mean sea level rose by 0.19 [0.17 to 0.21] m.
  • Carbon and Other Biogeochemical Cycles
    The atmospheric concentrations of carbon dioxide (CO2), methane, and nitrous oxide have increased to levels unprecedented in at least the last 800,000 years. CO2 concentrations have increased by 40% since pre-industrial times, primarily from fossil fuel emissions and secondarily from net land use change emissions. The ocean has absorbed about 30% of the emitted anthropogenic carbon dioxide, causing ocean acidification.

Drivers of Climate Change

Total radiative forcing is positive, and has led to an uptake of energy by the climate system. The largest contribution to total radiative forcing is caused by the increase in the atmospheric concentration of CO2 since 1750.

Understanding the Climate System and its Recent Changes

Human influence on the climate system is clear. This is evident from the increasing greenhouse gas concentrations in the atmosphere, positive radiative forcing, observed warming, and understanding of the climate system.

  • Evaluation of Climate Models
    Climate models have improved since the AR4. Models reproduce observed continental-scale surface temperature patterns and trends over many decades, including the more rapid warming since the mid-20th century and the cooling immediately following large volcanic eruptions (very high confidence).
  • Quantification of Climate System Responses
    Observational and model studies of temperature change, climate feedbacks and changes in the Earth’s energy budget together provide confidence in the magnitude of global warming in response to past and future forcing.
  • Detection and Attribution of Climate Change
    Human influence has been detected in warming of the atmosphere and the ocean, in changes in the global water cycle, in reductions in snow and ice, in global mean sea level rise, and in changes in some climate extremes (Figure SPM.6 and Table SPM.1). This evidence for human influence has grown since AR4. It is extremely likely that human influence has been the dominant cause of the observed warming since the mid-20th century.

Future Global and Regional Climate Change

Continued emissions of greenhouse gases will cause further warming and changes in all components of the climate system. Limiting climate change will require substantial and sustained reductions of greenhouse gas emissions.

  • Atmosphere: Temperature
    Global surface temperature change for the end of the 21st century is likely to exceed 1.5°C relative to 1850 to 1900 for all RCP scenarios except RCP2.6. It is likely to exceed 2°C for RCP6.0 and RCP8.5, and more likely than not to exceed 2°C for RCP4.5. Warming will continue beyond 2100 under all RCP scenarios except RCP2.6. Warming will continue to exhibit interannual-to-decadal variability and will not be regionally uniform.
  • Atmosphere: Water Cycle
    Changes in the global water cycle in response to the warming over the 21st century will not be uniform. The contrast in precipitation between wet and dry regions and between wet and dry seasons will increase, although there may be regional exceptions.
  • Ocean
    The global ocean will continue to warm during the 21st century. Heat will penetrate from the surface to the deep ocean and affect ocean circulation.
  • Cryosphere
    It is very likely that the Arctic sea ice cover will continue to shrink and thin and that Northern Hemisphere spring snow cover will decrease during the 21st century as global mean surface temperature rises. Global glacier volume will further decrease.
  • Sea Level
    Global mean sea level will continue to rise during the 21st century (see Figure SPM.9). Under all RCP scenarios the rate of sea level rise will very likely exceed that observed during 1971–2010 due to increased ocean warming and increased loss of mass from glaciers and ice sheets.
  • Carbon and Other Biogeochemical Cycles
    Climate change will affect carbon cycle processes in a way that will exacerbate the increase of CO2 in the atmosphere (high confidence). Further uptake of carbon by the ocean will increase ocean acidification.
  • Climate Stabilization, Climate Change Commitment and Irreversibility
    Cumulative emissions of CO2 largely determine global mean surface warming by the late 21st century and beyond (see Figure SPM.10). Most aspects of climate change will persist for many centuries even if emissions of CO2 are stopped. This represents a substantial multi-century climate change commitment created by past, present and future emissions of CO2.