Stadis 450: bufala al bario

Lo Stadis 450 è un additivo antistatico per carburanti avio.

Occorre infatti assolutamente evitare che si creino scintille da attrito durante le normali attività di gestione e utilizzo del carburante, perché il cherosene è assai infiammabile e potrebbe esplodere. Persino il rifornimento dei velivoli sarebbe una procedura delicata e pericolosa, a causa dell’attrito del fluido nei tubi. L’additivo antistatico è in grado di eliminare questi pericoli grazie al fatto che aumenta notevolmente la conducibilità elettrica del fluido. Stadis è appunto la contrazione della definizione “static dissipator”.

Commercializzato dalla Innospec che ne detiene il marchio, risulta che lo Stadis 450 è l’additivo antistatico più diffuso, probabilmente grazie alla lunga lista di costose certificazioni militari e civili di cui dispone. Le concentrazioni con cui viene impiegato variano da 0.5 mg/l a 3 mg/l (vedi ad esempio le specifiche tecniche dei jet fuel della ExxonMobil, edizione 2008). Poichè il cherosene avio ha un peso specifico di circa 0.8 kg/l, questo significa che il rapporto fra Stadis 450 e carburante vero e proprio risulta di 1:267,000 (annotatevi questo numero) oppure, se si vuole, meno di 4 ppm (parti per milione).

Gli sciachimisti sono ossessionati dal bario, il che meriterebbe un post a se stante. Vien fuori che un famoso “comitato” italiano, sulla scorta di analoghe fonti americane, da anni sostiene che lo Stadis 450 conterrebbe appunto il pericolosissimo bario. Ma basta una ricerca online minimamente accurata di una mezzoretta per capire che si tratta di una bufala generata da un fraintendimento della nomenclatura chimica, a voler essere generosi.

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