I bambini e le nuvole

I Quindici“: enciclopedia per bambini e ragazzi dei primi anni ’70 del secolo scorso. Letta ripetutamente dal sottoscritto e patrimonio fondamentale di formazione, ceduta poi ai figli, presente in un incredibile numero di famiglie della mia generazione.

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Succede che l’autore (o autori) di un testo recente per la scuola primaria, molto probabilmente a corto di idee, estrae dal volume 3 dei Quindici una paginetta dedicata nientepopodimeno che all’inseminazione delle nubi (“cloudseeding“) per favorire la pioggia.
Una cosa che in Italia si è fatta pochissimo, l’ultima volta vent’anni fa con la campagna Tecnagro finita per mancanza di fondi (prima o poi dedicherò un post alla faccenda).
E’ questionabile il valore didattico per la scuola primaria italiana odierna di parlarne in un “sussidiario” (come era uso chiamare un libro di testo delle elementari), ma tant’è.

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La fisica delle contrail (1): persistenza

Nota: primo di una serie di post sulla fisica delle contrail (scie di condensazione).
Post aggiornato il 2015/9/30.

L’osservazione delle nubi è da sempre un’attività gratificante per chi ammira gli spettacoli della natura. Alla vasta letteratura saggistica sul tema si è aggiunto recentemente un bel libro di Gavin Pretor-Pinney “Cloudspotting. Una guida per i contemplatori di nuvole” tradotto in Italia da Guanda.

Sono quindi pressochè certo che almeno qualcuno dei miei venticinque lettori (cit.) abbia osservato e ammirato i cirri, quelle nubi di alta quota che l’Enciclopedia Italiana nel 1931 descriveva così:

I cirri sono nubi isolate, delicate, a tessitura fibrosa in forma di piuma, generalmente di colore bianco. Presentano le forme più variate: fiocchi isolati, fili netti o con sfumatura, ramificati, curvati, terminati in fiocchi; qualche volta si chiamano cirri a chioma. I cirro-strati formano un velo biancastro fino, talora diffuso e uniforme, cosicché si vede il cielo d’aspetto biancastro (cirro-nebula); altra volta si distingue più o meno nettamente la struttura fibrosa dei filamenti imbrogliati.
I cirri e i cirro-strati sono composti di minuti cristallini, che dànno spesso origine ad aloni (v.). Le altre nubi sono costituite da goccioline d’acqua e non dànno luogo ad aloni. I cirro-cumuli sono piccole palle o piccoli fiocchi, bianchi, senza ombre, o con ombre debolissime, disposti in gruppi e spesso in file (cielo a pecorelle).

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Le strane scie del Maresciallo Azzone

Il Maresciallo A.M. Domenico Azzone (in congedo) ritiene di essere uno sciachimista illuminato, grazie alla sua esperienza di tecnico meteo sul campo. In effetti dalle sue lunghe conferenze disponibili in rete, come per esempio questa da 38 minuti e questa da 52 minuti, entrambe del 2012, risulta che gli argomenti tecnici del Maresciallo si distinguono dalla media degli argomenti sciachimisti in quanto ricchi di dettagli anche pignoli sulla struttura dell’atmosfera, sui radiosondaggi, sui classici diagrammi operativi per riportare i dati ecc. Encomiabile il fatto che il Maresciallo si dilunghi nell’escludere molte nubi e vari fenomeni atmosferici, “strani” agli occhi dei profani, dal novero delle conseguenze di attività clandestina.

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Stadis 450: bufala al bario

Lo Stadis 450 è un additivo antistatico per carburanti avio.

Occorre infatti assolutamente evitare che si creino scintille da attrito durante le normali attività di gestione e utilizzo del carburante, perché il cherosene è assai infiammabile e potrebbe esplodere. Persino il rifornimento dei velivoli sarebbe una procedura delicata e pericolosa, a causa dell’attrito del fluido nei tubi. L’additivo antistatico è in grado di eliminare questi pericoli grazie al fatto che aumenta notevolmente la conducibilità elettrica del fluido. Stadis è appunto la contrazione della definizione “static dissipator”.

Commercializzato dalla Innospec che ne detiene il marchio, risulta che lo Stadis 450 è l’additivo antistatico più diffuso, probabilmente grazie alla lunga lista di costose certificazioni militari e civili di cui dispone. Le concentrazioni con cui viene impiegato variano da 0.5 mg/l a 3 mg/l (vedi ad esempio le specifiche tecniche dei jet fuel della ExxonMobil, edizione 2008). Poichè il cherosene avio ha un peso specifico di circa 0.8 kg/l, questo significa che il rapporto fra Stadis 450 e carburante vero e proprio risulta di 1:267,000 (annotatevi questo numero) oppure, se si vuole, meno di 4 ppm (parti per milione).

Gli sciachimisti sono ossessionati dal bario, il che meriterebbe un post a se stante. Vien fuori che un famoso “comitato” italiano, sulla scorta di analoghe fonti americane, da anni sostiene che lo Stadis 450 conterrebbe appunto il pericolosissimo bario. Ma basta una ricerca online minimamente accurata di una mezzoretta per capire che si tratta di una bufala generata da un fraintendimento della nomenclatura chimica, a voler essere generosi.

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