Il “famigerato” accordo Italia-USA sulla ricerca climatica – parte 2: il WP10

Nota: secondo post di una serie. Prima parte qui.

Nel primo post della serie ho cercato di ricostruire la storia del cosiddetto “accordo Italia-USA sul clima” del 2001, dimostrando che si trattava in realtà di un impegno comune nella ricerca climatica per affrontare i futuri cambiamenti climatici (e senza impegnarsi troppo per mitigarli riducendo la dipendenza dai combustibili fossili).

In questo post prendiamo in esame il documento del 2002 “Allegato 4 – Piano di dettaglio dei lavori del Progetto: Cooperazione Italia-USA su Scienza e Tecnologia dei Cambiamenti Climatici” (che è l’infelice abbreviazione di qualcosa come “scienza dei cambiamenti climatici e tecnologie per la loro mitigazione”) in cui sono descritti i 15 “Workpackage“, cioè le ricerche specifiche lato italiano fatte rientrare nel progetto complessivo di cooperazione. Si trovano titoli “astrusi” (e quindi automaticamente minacciosi per qualcuno) come “regionalizzazione delle simulazioni climatiche” (WP4), “studi dell’aerosol” (WP6), “osservazione in situ di aerosol” (WP7), e infine (audite audite!) “esperimenti di manipolazione degli ecosistemi terrestri” (WP10). Una bella rassegna di tutti i Workpackage con una breve spiegazione del loro ruolo all’interno delle ricerche sul clima si trova qui, ma qui ci concentriamo sul WP10 perchè esemplifica al meglio i fraintendimenti grotteschi causati dal completo fraintendimento della terminologia scientifica e dalla generale ignoranza di molte aree di ricerca. “Manipolazione” ha un connotato negativo ma non è altro che l’esplicitazione del metodo scientifico basato su esperimenti controllati.

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Il “famigerato” accordo Italia-USA sulla ricerca climatica – parte 1

Nota: primo post di una serie, il secondo è disponibile qui. Aggiornato il 2016-11-03.

Il 19 Luglio 2001, alla vigilia del G8 di Genova, George W. Bush e Silvio Berlusconi annunciarono la volontà dei rispettivi paesi di intraprendere ricerche comuni sul tema del cambiamento climatico.
Il testo dell’annuncio è ancora disponibile nell’archivio online del Dipartimento di Stato USA:

U.S.-Italy Pledge Joint Research on Climate Change

Recognizing the need to draw on sound science and the power of technology to reduce the uncertainty associated with future global climate and environmental change, the United States and Italy have agreed to undertake joint research in several critical areas, including:

  • Atmospheric Studies Related to Climate;
  • Low Carbon Technologies;
  • Global and Regional Climate Modeling; and
  • Carbon Cycle Research

Some of the most critically necessary research on climate change lies in the atmospheric sciences. Together, our scientific communities hope to make advances in a number of areas, such as: global circulation models, moving towards a “planet simulator;” remote sensing applications; small scale processes and parameterizations; downscaling procedures from global to regional models; developing models that integrate chemistry and small scale circulation; and in our understanding of the interactions between radiation and the atmosphere. These studies have great potential to enhance our understanding of future climate change by giving us a more accurate representation of physical, chemical, and biological processes in climate models.

Global and regional scale climate modeling increases our understanding of, and our ability to assess, changes in climate variability and their impact on the environment.

Carbon Cycle Research can reduce the uncertainties in the natural sources and sinks of atmospheric carbon dioxide and the size of the terrestrial and oceanic carbon storage reservoirs.

Our experts will be meeting soon to outline the next steps of this joint initiative.

In buona sostanza, si trattava di coordinare un insieme di studi condivisi nell’ambito delle ricerche sui cambiamenti climatici e sulle tecnologie a basso impatto di carbonio per la strategia di mitigazione delle emissioni climalteranti. In particolare, le quattro aree d’interesse critico citate erano le seguenti:

  1. studi sull’atmosfera d’interesse climatico (ci sono molti fenomeni di dettaglio il cui impatto climatico è ancora troppo incerto, in particolare il ruolo degli aerosol e la microfisica delle nubi);
  2. tecnologie a basso impatto di carbonio (importanti per gli sforzi di mitigazione dei cambiamenti climatici, e cioè per ridurre le emissioni di gas serra);
  3. modellizzazione del clima globale e regionale (per modellizzazione s’intende la descrizione fisico-matematica dei fenomeni climatici quasi invariabilmente per poterli simulare numericamente al calcolatore);
  4. ricerca sul ciclo del carbonio (poiché circa metà delle emissioni antropiche climalteranti non rimangono in atmosfera, è importante chiarire i meccanismi biologici e geochimici di assorbimento del carbonio).

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